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Comitato

50 ANNI DI RUGBY A PERUGIA: COME NASCE UNA STORIA FANTASTICA

Intervista di Deborah Foiani al Presidente Polenzani.

1969/2019 – La Società Rugby Perugia SSDrl compie 50 anni, cinquanta anni della nostra storia, una Grande storia che oggi vogliamo ricostruire con chi l’ha vissuta dal primo giorno, tesserato FIR da 50 anni trascorsi sempre vicino alla società, Egiziano Polenzani, Consigliere insieme a Ludovico Jorno con Presidente Francesco “Checchino” di Marcantonio negli atti della prima affiliazione e, poi, Presidente storico della nostra Società fino a quando ha passato la mano per assumere la carica di Presidente Regionale, con cui ricostruire come nata l’avventura, affinché fra 50 anni qualcuno possa ancora raccontarlo….

“Presidente, ci parli di come nasce il Rugby a Perugia”

“Tracce del Rugby a Perugia le troviamo negli anni precedenti la Seconda Guerra Mondiale: la “Pallovale”, come allora chiamavano il Rugby, vide Perugia in primo piano in Italia negli anni che vanno dal 1935 al 1940; erano gli anni in cui il “regime” voleva diffondere in Italia il gioco del Rugby, disciplina sportiva connotata come scuola di vita, portatrice di valori quali combattività, coraggio, lealtà e spirito di squadra.

A Perugia ed in Umbria fu inviato Tommaso Fattori, il grande folignate cresciuto a Roma dove fu Campione d’Italia per due stagioni con la Rugby Roma, che giocò numerose partite internazionali nelle file della gloriosa Amatori Milano e vestì 10 volte la maglia della Nazionale Italiana che, poi, dal 1938, fece la fortuna e la storia della gloriosa Polisportiva L’Aquila Rugby.

A Perugia Fattori era allenatore della squadra del comando federale della GIL ed osservatore alla ricerca di talenti in occasione delle Littoriali (campionato fra i comandi federali); il GUF Perugia allora giocava a Piazza D’Armi, nell’area che ora va dallo Stadio di Santa Giuliana al Terminal dei Pulman di Piazza Partigiani; memorabili le sfide con Firenze, con cui fu disputata e persa una semifinale ai Littoriali di Torino e il GUF di Roma di cui si ricorda un 3 a 6 del 1937.

L’avventura, per quel che ricordo dai racconti di Checchino Di Marcantonio, finì con la stagione 1940/41: con la parentesi bellica il sogno di questo sport si infranse; sempre dai racconti del “mio” Presidente ricordo alcuni, pochi, nomi quali il Conte Lodovico Silvestri, Vinci Grossi, “Goro” Pagliacci, il Conte Tiberino Ansidei, Paolo Marucchini, Cenci Goga, Calvi, Staffa, Giustozzi, Castellani(che fu poi prezioso, quale responsabile della Sezione Aree Verdi del Comune di Perugia, per la costruzione dello stadio del Rugby) e, naturalmente, Francesco Di Marcantonio, colui che sarà parte importante anche nella nostra storia.

La nostra storia, la storia del Rugby Perugia, comincia nel 1968 quando un manipolo di studenti universitari, molti fuori sede, alcuni ospiti della casa dello studente di Via Faina nelle cui camere si facevano le prime riunioni, si ritrovarono due giorni la settimana a prendere dimestichezza con un pallone ovale nella anticamera della palestra comunale di via Pascoli alla Conca, guidati da un assistente universitario di Giurisprudenza proveniente da Padova, allora la patria del Rugby in Italia; nel frattempo un gruppo di atleti della gloriosa Fortebraccio e atleti del Cus Perugia, intorno a Mario Pisello, avevano in animo di portare a Perugia un nuovo Sport ( per la verità in origine doveva essere il Baseball).

Le nostre strade si incontrarono e il gruppo aumentò in quantità e in qualità vista la loro provenienza dalla atletica leggera; tra i primi ricordiamo, oltre a Mario Pisello che andava a documentarsi sul Rugby presso la biblioteca del conte Silvestri che gli metteva a disposizione gli scritti reperibili, il mezzofondista campione di corsa campestre Minciarelli, Claudio Rossi, Mauro Marchetti, Luciano Marcaccioli, raggiunti poi da Francesco Danzetta, Emo Marchini, Livio Menichelli, Giordano Bruschi ed altri; gli allenamenti si spostarono all’aperto, in quel di Pian di Massiano, nei prati dove ora sorge lo Stadio Curi, alla “Vaccareccia” nei poderi della Spagnoli a fianco del Centro Tori o, in un prato nei pressi del cimitero di Cenerente; i primi rudimenti al gioco ce li davano studenti provenienti da Rieti, allora buona squadra, quali Raffaele “fefè” Jacoboni e Mimmo Ubertini; trovai anche il professore Aldo Gerardi, anestesista presso l’Ospedale di Perugia, siciliano proveniente da Roma dove, ai tempi dell’Università, aveva giocato nella gloriosa Lazio dei quattro fratelli Vinci, che prese a seguirci.

“Quando questo gruppo di ragazzi inizio il vero e proprio agonismo?”

L’inizio reale della nostra storia, la pratica agonistica vera e propria e la partecipazione a manifestazioni ufficiali, si ebbe nel 1969; l’occasione furono i Campionati Nazionali Universitari la cui organizzazione in quell’anno venne affidata al CUS Perugia del Presidente Avv. Giacomo Borrione: quale università ospitante Perugia aveva diritto ad un posto fra le otto finaliste, così mi fu conferito l’incarico di allestire una squadra; si giocava a Bastia e al tempo non era necessario essere tesserati FIR, era sufficiente un tesserino del CUS e la cosa ci consentì di reclutare buoni atleti di fuori(universitari… e non!) che, insieme ai nostri ragazzi, costituirono una squadra dignitosa.

Purtroppo non potei giocare, in un allenamento a Rieti mi saltò il ginocchio sinistro, così seguii le nostre partite ingessato a bordo campo: il destino già prevedeva per me una luminosa carriera da dirigente ma una modesta carriera da atleta.

“Ricorda anche quella storica prima formazione?”

“Certamente. La prima formazione del Cus Perugia che affrontò Catania ai CNU a fine Maggio del 1969 sul campo di Bastia Umbra (quanta fatica la mattina per segnarlo: i custodi della struttura, utilizzata dal calcio, non volevano farci entrare, fu necessaria una azione di forza, ma quella all’epoca non ci mancava) era: Dirigente Polenzani; Minciarelli, Mancini, Pisello, Capponi, Fanò, Marcaccioli, Cornacchia, Rossi, Battisti, Jacoboni, Ubertini, Bartoli, Brozzo, Silveri, Narduzzi.

Formazione CUS Perugia Campionati Nazionali Universitari – Maggio 1969

Esaurita la parentesi CNU, con l’entusiasmo alle stelle, la passione aumenta così come il numero dei proseliti. Era giocoforza dare continuità a quella esperienza e quindi allestire una quadra per partecipare al Campionato: ciò implicava creare una società e soprattutto individuare un Presidente che se ne facesse carico e garantisse le coperture.

Dopo tanto peregrinare insieme a Ludovico Jorno, bussando a tutte le porte degli ex del periodo anteguerra che riuscimmo a contattare, finalmente entrammo in contatto con “Checchino” Di Marcantonio, funzionario del Banco di Napoli e proprietario dell’Hotel Italia, ma soprattutto grande uomo di sport, Presidente della Pugilistica ed ex atleta del periodo antiguerra.

Checchino accettò con il suo solito grande entusiasmo, la sua generosità; predisponemmo i documenti per la affiliazione, Presidente Di Marcantonio, Consiglieri Polenzani e Jorno, e la iscrizione al campionato: ricordo ancora con emozione il giorno che portai di persona l’affiliazione a Roma,  presso la sede della FIR in Viale Tiziano 70, terzo piano, che consegnai direttamente nelle mani dell’allora Segretario Giovanni Doni: era l’inizio di una storia che sarebbe diventata fantastica!

 

“Ha fatto emozionare anche noi! E cosi… nasce il Rugby Perugia”

“Si. Trovammo un allenatore, il Dr Paolo Bevilacqua, un funzionario della Questura di origine friulana cresciuto in Francia e che aveva giocato nel grande GUF Milano, fra il 1935 e il 1940, ai tempi dell’Università: bella persona, severo ma disponibile con tutti, si votò alla causa con uno spirito e una dedizione encomiabili; come tutti i friulani grande estimatore del vino, mitiche le sue visite a Fratta Todina alla cantina di Brozzo!!!

Così, fatta la società, fatta la squadra integrando il nucleo iniziale con numerosi universitari fuori sede e ragazzi provenienti dall’atletica leggera, trovato l’allenatore e un campo, il 26 Ottobre del 1969 la prima partita di campionato a Segni, sui monti Lepini sopra Colleferro: trasferta fantozziana, pulmino da 25 posti(poco più di uno Scuolabus) con una tavola di compensato al posto di un vetro rotto, oltre cinque ore di viaggio; ma tant’è, l’emozione, l’entusiasmo, la paura, l’adrenalina era tanta da far superare ogni difficoltà.

Finì 6 a 6; Presidente Francesco Di Marcantonio, Allenatore Paolo Bevilacqua e la seguente formazione che ha iniziato la nostra storia fantastica: Rossi, Jorno 1° Brozzo, Polenzani, Mazzucca, Mikkelson, Bertocco, Danzetta, Nocchi, Marcaccioli, Goraggi, Minciarelli, Jorno 2°, Marchetti, Agostini: non entrati Pisello(infortunato), Silveri, Ottolenghi.

Esordio Campionato Nazionale Serie C – LEPINI SEGNI vs RUGBY PERUGIA 26/10/1969 – Da sinistra: Di Marcantonio(Pres.), Rossi, Danzeta, Bertocco, Mikkelson, Mazzucca, Polenzani, Brozzo, Jorno1°, Barbetta, Bevilacqua(all); Sotto: Pisello, Marchetti, Jorno 2°, Goracci, Marcaccioli, Minciarelli, Nocchi, Agostini, Ottolenghi

 

“E il campo?”

“Trovammo anche quello! Un campo a Castel del Piano ed, a fianco, una specie di campo di allenamento (un prato dove, per la verità, pascolavano le pecore, che bonificammo) ed il Comune ci riadatto gli “stalletti” a spogliatoio.

La formazione dell’esordio in casa a Castel del Piano. PERUGIA vs VITERBO. Sullo sfondo a sinistra gli “stalletti” che, ristrutturati, divennero spogliatoi per il campo di allenamento. In piedi da sinistra: Silveri,  Mazzucca, Fratta, Mikkelson, Bertocco, Jorno 1°, Polenzani, Danzetta, Marchini, Brozzo, Bevilacqua(all.). Sotto: Fanò, Agostini, Marcaccioli, Marchetti, Pisello, Minciarelli, Jorno 2°

 

Quello del campo fu in quegli anni un grande problema, le società di calcio erano gelose dei loro impianti, nessuno ci voleva ospitare nonostante i campi erano pubblici e così fummo costretti a girovagare nei Ponti, a San Sisto, a Bastia, qualche partita al Santa Giuliana estorta al “Sor” Lino Spagnoli, mitico Presidente dell’AC Perugia; questa storia merita di essere raccontata: il nostro amico allora Assessore Mancini ci concesse l’uso del campo di Santa Giuliana per le partite di campionato in alternanza con il Perugia Calcio; scoppiò una mezza rivoluzione, come si può ben immaginare, da parte della società e dei tifosi del calcio. Alla fine si raggiunse un compromesso: per ogni partita che non vi giocavamo il Sor Lino mandava al nostro Presidente 200.000 Lire; combinammo per giocarci solo cinque partite (in realtà allora in casa erano poche di più) rinunciando a sei(!) e Spagnoli mandava ogni mese, per sei mesi, (200.000 Lire a Di Marcantonio tramite il suo collaboratore Rag. Rossi: per due/tre anni fu vero ossigeno!

Finalmente, nel 1980 inaugurammo il “nostro” campo da Rugby, ma quella è un’altra storia.

Inaugurazione del campo da Rugby di Pian di Massiano

Per finire un pensiero va a Mikkelson che pochi mesi dopo partì per il Vietnam, chissà se è mai ritornato…, speriamo di sì, era un ragazzo coraggioso… e a tutti quei nostri coraggiosi compagni che in cinquanta anni ci hanno lasciato ed ora si passano la palla ovale lassù nei prati sterminati del cielo e guardano i nostri meravigliosi atleti e sorridono orgogliosi; a loro va la nostra gratitudine per tutto quello che ci hanno dato. Senza di loro non avremmo potuto costruire questa grande storia.

“Presidente, con il suo racconto ci ha fatto vivere quei momenti incredibili. Ci sarebbero un’infinità di aneddoti, vicissitudini, momenti belli e brutti da raccontare. Queste pagine non basterebbero a contenerli. Quello che possiamo dire è che Lei ed i suoi compagni, intorno a Di Marcantonio, avete dato il via ad una storia straordinaria ed oggi, dopo 50 anni, Rugby Perugia è una realtà importante per la nostra città, per i nostri ragazzi, per la loro formazione fisica e morale. Continua la sua attività con rispetto verso il passato, onorata di essere seguita e sostenuta da chi insieme a lei ne ha fatto la storia, ma con uno sguardo volto al futuro, accogliendo oggi centinaia di tesserati dai 4 anni in su. Non ci resta che augurare di ritrovarci qui, fra 50 anni, a parlare ancora di Rugby Perugia in occasione del suo centenario!”

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